Mario Canepa è stato una figura poliedrica e amatissima di Ovada: scrittore, pittore, musicista e profondo conoscitore dell’arte e della memoria locale. Nato nel 1937 e scomparso nel novembre 2020 all’età di 83 anni, ha lasciato un segno indelebile nella cultura del Basso Piemonte.
Scrittore della memoria ovadese:
Canepa ha dedicato gran parte della sua vita a raccontare Ovada e il suo territorio, raccogliendo fotografie, testimonianze e storie che altrimenti sarebbero andate perdute. Tra i suoi libri più noti:
“Saluti da Ovada e un abbraccio affettuoso” (1991)
“Anni cinquanta passati in fretta” (2000)
“Bala Giainte” (2001)
“StorieStorte” (2001)
“Pagine perse: Proto, Resecco, Ovada e l’Accademia” (2010)
Molte di queste opere sono state pubblicate in collaborazione con l’Accademia Urbense, di cui è stato uno dei principali animatori. I suoi libri mescolano ricordi personali, immagini d’epoca e riflessioni ironiche e affettuose sulla vita di paese.
Pittore, musicista e collezionista:
Nella vita professionale, Canepa ha lavorato come bancario, ma la sua passione per l’arte lo ha portato a diventare un pittore contemporaneo e un raffinato collezionista. Ha esposto in diverse occasioni e ha collaborato con artisti e scrittori come Marcello Venturi e Camilla Salvago Raggi. Appassionato di jazz, era compagno di liceo di Paolo Conte e ha composto alcuni brani poi ripresi da Francesco Baccini.
Collaborazioni e riconoscimenti:
Canepa ha collaborato con il settimanale L’Ancora e con l’Accademia Urbense, contribuendo alla rivista Urbs. Nel 1989 è stato insignito del premio “Ovadese dell’anno” per il suo impegno culturale.
Un’eredità viva:
La sua scomparsa, avvenuta nel novembre 2020 a causa del Covid-19, ha lasciato un grande vuoto nella comunità ovadese. Come ha scritto Il Piccolo, “le sue pagine intense e cariche di ricordi hanno saputo raccontare come nessun altro contributo un’Ovada che non c’è più, uscita dalla guerra e in rapido cambiamento” .
